Sindacato Autonomo di Polizia


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POLIZIOTTI DI QUARTIERE FRA MITO E REALTA'

Il dipartimento della P.S., negli ultimi anni, decidendo di dare una svolta generazionale alla propria politica di gestione dell'immagine, ha deciso di creare una nuova figura operativa: IL POLIZIOTTO DI QUARTIERE. Il progetto prende il via a livello sperimentale gia' nel 2000, e proprio Arezzo e' una delle prime citta' pilota. Vengono spesi fiumi di inchiostro ma, soprattutto, fiumi di denaro pubblico per "lanciare" il nuovo personaggio sul "mercato sicurezza": uniformi nuove, compreso un nuovo tipo di calzatura piu' confortevole - come se i Poliziotti sino ad allora non avessero camminato con i piedi per terra -; un palmare per ogni unita' operativa - composta da due agenti -; il "taccuino" per gli appunti del Poliziotto di Quartiere, una sorta di agenda dedicata; pieghevoli ed altri gadget da distribuire fra la cittadinanza; computer ed arredamento per i nuovi uffici. Il progetto prevede che il P. di Q. si inserisca fra la gente della citta' e dei suoi quartieri, instaurando una sorta di processo simbiotico fra Polizia e cittadino. Avrete senz'altro sentito o letto slogan come questi: "il poliziotto della porta accanto"; "il poliziotto amico"; "il poliziotto fra la gente" ecc. ecc. ecc. Tante belle parole, ma venivamo ai fatti:

  • Dove e' stato reperito il personale per creare il nuovo ufficio e quali conseguenze cio' ha creato?
  • Quali sono stati i reali benefici tratti dalla cittadinanza in seguito all'istituzione del P. di Q.?

Qualche anno fa, un comunicato governativo affermava che la figura del P. di Q. era stata creata "facendo uscire i Poliziotti dagli uffici", come se, poi, negli uffici la gente stesse a grattarsi… Ad Arezzo, la quasi totalita' dei P. di Q. e' stata reperita depauperando le risorse umane dell’U.P.G. e S.P., l’ufficio delle "Volanti" per intenderci. Da allora gli aretini hanno qualche "amico Poliziotto" in piu' ma tante pattuglie in meno che possano intervenire in ogni situazione di pericolo e di bisogno… Ognuno faccia il proprio bilancio, tenendo conto che il P. di Q.:


  • non interviene in seguito alle chiamate di emergenza fatte sul "113";
  • e' presente unicamente nelle ore diurne.

Noi, da sindacalisti, facciamo un altro bilancio, quello che riguarda il personale:


  • Gli agenti delle "Volanti", a causa della riduzione degli addetti, si sono trovati ad effettuare
    interventi a rischio in due, con un aumento esponenziale di aggressioni nei loro confronti;
  • Drastica riduzione di permessi e ferie, soprattutto durante i fine settimana, eh si', anche i poliziotti preferiscono andare a spasso con la famiglia la domenica.

Concludendo ci chiediamo, ha un senso tutto cio'? E' giusto che Poliziotti vengano impiegati per farsi riprendere mentre danno buffetti sulle guance ai bambini quando la criminalita' e' in continuo aumento? E' giusto che, alla fine del salmo, sia sempre una ristretta cerchia di persone a pagare le scelte "discutibili" di chi non dimostra un minimo di contatto con la realta'?



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